30 ottobre 2006
29 ottobre 2006
Veni, vidi, vici!
Nella giornata dell'errore di Rossi che gli è costato l'ottavo titolo mondiale e di Nicky Hayden nuovo campione del mondo quando tutto sembrava perduto la vittoria di Troy Bayliss è quasi sfuggita a qualsiasi commento. Eppure il neo campione del mondo SBK in gita premio a Valencia sulla Ducati di Gibernau è riuscito a fare qualcosa di straordinario: venerdì è arrivato e dopo due stagioni è salito di nuovo sulla Desmosedici, sabato si è qualificato con il secondo tempo davanti al "padre" della GP6 Capirossi e domenica ha vinto! Certo la sua mente era libera da pressioni, da calcoli per conquistare un piazzamento in classifica generale, da giochi di squadra... in altre parole non aveva niente da perdere, ma alla vigilia chi lo avrebbe mai detto? In fondo tra 2003 e 2004 sulla stessa moto è riuscito a conquistare al massimo un terzo posto e a fine 2005 dopo una disastrosa stagione sulla Honda Pons sembrava un pilota finito in età da ritiro... "Le MotoGp non fanno per lui" sì è sbilanciato qualcuno dopo il suo vittorioso ritorno al mondiale SBK, ma la vittoria a Valencia come si spiega?
Partito "a razzo" dalla prima fila ha guidato magistralmente non concedendo niente a nessuno e dimostrando di essere un grande campione. Capirossi, secondo al traguardo, ha dichiarato di non aver voluto provare ad attaccare Troy per difendere il suo terzo posto in classifica generale, ma con un po' di malizia io credo non ci sia riuscito! Giù il cappello, quindi, davanti all'impresa di Bayliss.
E con l'ennesima gara anomala di questa stagione è definitivamente tramontato il sole sul Motomondiale 2006 e sull'era MotoGp 990cc.
Bayliss: 10 - Veni vidi vici. Il Giulio Cesare australiano sale su una MotoGP nella gara più tosta e stravince, consumando una bella vendetta su chi non lo aveva voluto più in squadra. E su chi lo aveva dato per finito. Certo che ai "fighetti" della MotoGP le orecchie sono fischiate a Valencia.Marco Masetti da www.motonline.com
Le ultime parole famose
Come ti senti alla vigilia di una gara così importante?
“L'unica differenza è che tutti ti rompono i c******i chiedendoti come ti senti!”Valentino Rossi
Grand Prix Moto del 28/10/2006
Scherzava Valentino, com'è nel suo stile, nel suo modo di affrontare le corse e le difficoltà di questa stagione. Voleva, forse, nascondere quel nervosismo che quegli 8 punti di vantaggio su Hayden gli creavano, quella paura che le sfortune della stagione potessero tornare o voleva solo fare una battuta perché veramente lo stavano tormentando con quei "come ti senti?"...
In queste occasioni chi si trova in seconda posizione è più tranquillo, non ha niente da perdere e male che vada non manda all'aria qualcosa di già virtualmente conquistato.

Alle 14.08 Rossi sbaglia e scivola mentre stava cercando di rimediare ad una pessima partenza. Un urlo simultaneo parte dalla gola di chiunque è sintonizzato sul gp echeggiando nella cabina di commento a Valencia, nella piazza di Tavullia e nei salotti degli appassionati. Vale ha sbagliato e la cosa ha del clamoroso!!
È in questi casi che la sportività va a quel paese e ti auguri che davanti a Rossi cadano tutti, che Hayden abbia qualche problema, che intervengano gli alieni... non può finire così! In un primo momento l'impresa ti sembra possibile: saltano le Ducati D'Antin, De Puniet, Vermeulen e Stoner, Rossi gira veloce e recupera qualche posizione, ma più passano i giri più ti rassegni alla realtà: Hayden è il nuovo campione del mondo! Poi ci pensi sei dispiaciuta per Vale, ma felice per Nicky: è un pilota corretto, non se lo meritava lo zero di Estoril e a conti fatti è stato il migliore della stagione. Ha vinto solo due gare, ha conquistato tanti podi, ma è sempre arrivato in fondo, Portogallo a parte, e questo ha pagato. È fin troppo facile adesso elencare i "se" senza i quali questa stagione sarebbe finita diversamente, bisogna accettare la realtà: Rossi ha perso ammettendo il suo errore e restando il grande campione di sempre. Inutile ricordare la sua grande rimonta quando tutto sembrava perduto...
Sull'argomento:
• Il video della caduta di Rossi (audio inglese)
Era così difficile?
Ci ha impiegato 113 gp e alla fine ci è riuscito nel modo più semplice: quando ormai nessuno ci credeva più, Alex De Angelis ha vinto la sua prima gara della carriera salendo di diritto sul gradino più alto del podio. La scivolata di Hiroshi Aoyama mentre era in testa ha ostacolato Locatelli lasciando la strada libera al sammarinese che a quel punto ha dovuto solo amministrare con intelligenza il vantaggio regalatogli dal giapponese.In forza della mia antipatia per lui potrei dire che non se la sia meritata, ma per il calcolo delle probabilità prima o poi doveva capitare una situazione simile e chi non ne avrebbe approfittato? Per me però la situazione non cambia, questa vittoria non lo ha trasformato in un pilota vincente, ma forse gli ha dato solo quell'input che mancava per cominciare a vincere e dico forse perché non abbiamo l'occasione di verificarlo subito ma dobbiamo attendere quattro mesi per la prossima gara e ancora c'è l'incognita della categoria in cui correrà Alex...
“È stato il giorno perfetto della mia vita [...] Quando Hiroshi è caduto, sono riuscito a prendere il vantaggio necessario per vincere.”Alex De Angelis
27 ottobre 2006
Tutti in piedi sul divano
Questione di ore ormai e quando l'ultimo semaforo dell'ultimo gran premio MotoGp dell'era 990cc si spegnerà, si salvi chi può! Dopo anni il titolo della top-class è ancora in ballo fino all'ultimo e i contendenti sono Rossi, il fenomeno, e Hayden, il belloccio del Kentucky... il tutto a distanza di un paio di settimane dal "fattaccio" che ha ribaltato la classifica.Valentino ha dalla sua parte il talento (e non è poco!) e il compagno di squadra Edwards, mentre Nicky ha tutto il plotone Honda pronto a difenderlo con precisi ordini dall'alto di arrivare davanti al biondo.
Al pronti via ci sarà da tenere la mani vicino agli occhi per oscurare la visione della fatidica prima curva solitamente vissuta col fiato sospeso e questa volta più che mai visto cosa c'è in palio. Non voglio pensare a scorrettezze per ostacolare Rossi o a piloti kamikaze, ma solo all'ultima combattuta gara di una stagione clamorosa. Se Rossi vince è Campione del Mondo punto e basta e non mi va di perdere la testa con le infinite combinazioni "se Hayden 1° e Rossi 6°..." ecc.
Quindi appuntamento domenica alle 14.00 davanti alla tv "tutti in piedi sul divano"!!
18 ottobre 2006
L'inizio di una nuova era?
LA KTM SCARICA POGGIALI
La Casa austriaca non ha incluso il sammarinese tra i piloti da schierare nella prossima stagione. Manuel a soli ventitre anni, rischia di chiudere in anticipo la sua carriera. Ma il pilota non si arrende: ''Tornerò protagonista''Manuel Poggiali, 23 anni, due mondiali vinti non stiamo parlando di dettagli, ma di campionati del mondo rischia di rimanere a piedi nella prossima stagione visto che la KTM lo ha scaricato da un po' e non ci voleva il fiuto del cronista per capirlo: anche nella comunicazione ufficiale della Casa austriaca, il pilota è scomparso e il comunicato riporta solo le dichiarazione di Hiroshi Aoyama.
Non importa se Manuel ha ancora il 2007 "contrattualizzato" in casa KTM, la Casa ha deciso di lasciarlo a casa (gioco di parole voluto) e al pilota resta da scegliere se continuare oppure no.
Il problema, dice Poggiali e conferma il coordinatore dei team velocità KTM Francesco Guidotti, "è nel fatto che la moto e il pilota non vanno d'accordo". Come capitò a Bayliss con la Honda RC 211V, tanto per capirci.
Adesso al sammarinese, seguito da una società di management sportivo, resta la possibilità di stare a casa un anno pagato dalla KTM, oppure di trovare un accordo che si può sintetizzare così: Poggiali trova un'altra sistemazione e la KTM gli versa una parte dell'ingaggio per completare (se servisse) il budget.
In ogni caso le squadre KTM per la prossima stagione restano quelle note: 250 con Hiroshi Aoyama e Mika Kallio e 125 con Julian Simon (che però piace molto al team Repsol Honda in 250) e Koyama e una terza moto per Krummenacher.
Visto che Poggiali esclude di tornare in 125, per lui non ci sono grandi possibilità, almeno per ora. E così si rischia di vedere un grande di questo sport che chiude i battenti dopo nove stagioni in pista (ha iniziato a 14 anni sulle moto), due titoli mondiali, il primo a 18 anni con la Gilera, il secondo nel 2003 con Aprilia in 250. Non esiste...
Manuel è un pilota di serie A, magari con un carattere difficile, ma uno sport non può spremere come limoni i ragazzini e poi lasciarli a piedi a 23 anni. Un'età nella quale solo un pazzo può dire che è già "vecchiaia". C'è qualcosa che non va nei minipiloti, nel loro rapido salire e nell'altrettanto veloce discesa.
Ricordo Ivan Goi e Marco Petrini, gente che era già fuori dal giro buono ad un'età in cui la gente normale deve ancora entrare nel mondo del lavoro.
In bocca al lupo, Manuel, con immutata stima.di Marco Masetti
18/10/2006 - www.motonline.com
Il licenziamento era prevedibile, il rischio di ritiro no. Ma credo che la mancanza di proposte sia solo temporanea e dovuta al fatto che fino a ieri, quando è stata ufficializzata la notizia, Manuel era considerato un pilota KTM anche per il 2007.
Le ultime stagioni nel mondiale sono state difficili e di certo l'incidente durante i test dello scorso inverno non ha aiutato, ma Manuel non si è ancora arreso. I suoi ritiri quest'anno sono stati causati per due volte da problemi alla moto e una volta da una caduta, che nell'arco di una stagione ci sta. Non è riucito ad adattarsi alla KTM, ma ha sempre concluso la gara battendosi per posizioni ben al di sotto di quelle a cui ambiva, preservando la voglia di gareggiare nonostante il confronto impari con il compagno di squadra.
Le sue dichiarazioni a San Marino RTV sono state male interpretate e hanno sollevato un polverone che però lo ha messo al centro del mercato piloti. Molte squadre del Motomondiale, di Superbike e Supersport hanno già confermato la formazione per il 2007, ma altrettante sono ancora alla ricerca di un pilota per tentare il "colpaccio".
Manuel dice "Tornerò protagonista" e io ne sono sicura: sarebbe assurdo costringere al ritiro un ragazzo di 23 anni sì in un periodo difficile, ma con due titoli mondiali e 12 vittorie alle spalle, quando a piloti di mezza classifica famosi per strisciare e rompere carene viene data di anno in anno un'altra possibilià...
In bocca al lupo Manuel!
15 ottobre 2006
La staccata del secolo
L'ultimo giro ad Estoril si commenta da solo: la staccata di Elias in fondo al rettilineo resterà nella storia così come la sua prima meritatissima vittoria in MotoGp battendo in volata il più forte al mondo.

Sull'argomento:
• L'ultimo giro ad Estoril (audio francese)
• Il video della volata realizzato da uno spettatore in tribuna

Sull'argomento:
• L'ultimo giro ad Estoril (audio francese)
• Il video della volata realizzato da uno spettatore in tribuna
Il guastafeste

Nell'immaginario di molti appassionati il film del Motomondiale 2006 si sarebbe concluso con una gara epica a Valencia in cui Rossi avrebbe dovuto tentare il tutto per tutto per arrivare davanti ad Hayden perché nonostante la straordinaria rimonta avrebbe avuto ancora almeno un paio di punti di svantaggio rispetto all'americano. Tutto questo calcolando quella di Estoril come una gara nella norma, cioè con Nicky a punti e Vale sul podio. Il colpo di scena era abbastanza improbabile e nonostate le "gufate" dei tifosi italiani, lo zero per l'americano stentava ad arrivare... Alla luce degli ultimi fatti il finale è tutto da riscrivere... Uno spettacolo rovinato ad opera del più insospettabile dei piloti, Dani Pedrosa, compagno di squadra dell'ormai ex leader della classifica, matematicamente ancora in lotta per il titolo ma con reali possibilità di conquistarlo molto basse: quinto a -34 punti avrebbe dovuto augurarsi due pessime gare consecutive dei 4 piloti più forti al mondo!!
Nella giornata il cui tema è stato "Gioco di squadra: sì o no?" lo scudiero Edwards ha protetto sin dalla prima curva Rossi, mentre i due "galli" del pollaio HRC si sono punzecchiati come spesso quest'anno riuscendo ad auto eliminarsi come mai e col tempismo di beccare la fascia pubblicitaria di Italia 1!! Rossi ha lottato ma non rischiato fino in fondo con la filosofia che +8 è meglio di -12 ed eccolo lì finalmente in testa al mondiale, ma non nel modo in cui avrebbe voluto.
Adesso quella di Valencia si prospetta per Vale una gara in difesa con 8 punti di vantaggio da amministrare mentre Nicky dovrà puntare a vincere cercando un alleato proprio in colui che lo ha costretto a questa situazione. Un'altra storia insomma con forse meno tensione ed emozione del previsto. Forse...
COSA HA URLATO HAYDEN A PEDROSA?
Ogni giorno un Hayden si sveglia e sa di dover correre più di un Pedrosa per non essere tamponato. Ogni giorno un Pedrosa si sveglia e sa di dover correre più di Hayden per non essere picchiato!! Panta (AR)
Porca puttana Dani potevi aspettare un minuto... non hai visto che c'era la pubblicità?!
Dall'inglese: ma porca t... Ti venisse il chattering per tre anni e ti gommasse la Dunlop!! Roberto S Anconada Moto Sprint n. 43
Sull'argomento:
• HRC's disaster - Lo sconforto di Nicky Hayden (di Alessio Piana)
• Il video dell'incidente (audio tedesco)
12 ottobre 2006
Se un pilota è.... "vincenzo"!
Cerco, con non poche difficoltà, di accantonare le mie antipatie e di analizzare la situazione di uno dei piloti protagonisti del mondiale 250cc di quest'anno.
Alex De Angelis, 22 anni, sammarinese... 111 gp all'attivo dal '99 ad oggi, un secondo posto nel mondiale 125cc del 2003 dietro Dani Pedrosa, un quinto e un settimo posto 250cc rispettivamente nel 2004 e 2005 e l'attuale terzo posto già matematicamente tagliato fuori dalla lotta anche per il secondo. La sua scheda parla di 22 podi ottenuti nelle classi cadette suddivisi in 11 terzi posti e 11 secondi posti: ancora nessuna vittoria. "Poco male - penserebbe qualcuno che non segue i gp - è solo questione di tempo", ma per gli assidui del motomondiale questa è una favola vecchia trasformatasi ormai nella barzelletta della 250.
Quest'anno in particolare è stata l'apoteosi: su 14 gare finora disputate Alex ha chiuso in seconda posizione ben 7 volte, perdendo in almeno quattro occasioni la lotta per la vittoria all'ultimo giro. A inizio stagione il suo problema era la costanza, troppe gare buttate per inutili cadute, ma da gp d'Italia in poi ha messo la testa a posto: sempre nel gruppo di testa, sempre molto veloce, ma mai il salto di qualità, mai quel guizzo che gli avrebbe permesso di salire sul gradino più alto del podio e far tornare a suonare l'inno sammarinese, per la gioia della piccola Repubblica del Titano.
Ma andiamo con ordine:
- G.p. d'Italia al Mugello: ultimo giro, una curva e il rettilineo al traguardo, Alex è primo seguito da Lorenzo e Dovizioso. Alla Bucine imposta una traiettoria assurda, Jorge lo passa e Andrea rischia il contatto. Lo spagnolo trionfa sotto i fischi del deluso pubblico italiano e nell'intervista al parco chiuso Alex si dichiara soddisfatto per essere andato molto vicino alla vittoria.
- G.p. di Germania al Sachsenring: sin dalle prime battute Lorenzo non sembra in grado di imporre il ritmo come al solito, ma le Aprilia si dimostrano nuovamente superiori alle rivali. Dopo poche tornate il sammarinese conquista la testa della gara imponendo un ritmo forsennato. Il distacco dagli inseguitori sembra sufficiente per amministrare la gara che potrebbe coronare il suo attuale sogno, se non fosse che il giapponese Takahashi compie degli ultimi giri straordinari con gomme ormai finite, riducendo drasticamente il suo distacco da Alex e fregandolo sul traguardo per soli 5 millesimi. Una vittoria praticamente conquistata, sfumata nell'ennesimo secondo posto.
- G.p. di Australia a Phillip Island: ultimi giri, Lorenzo è in testa, De Angelis lo tallona e sembra più veloce. All'uscita dall'ultima curva si incolla allo spagnolo, esce di scia ma per soli 9 millesimi gli sfugge ancora la vittoria.
- G.p. di Giappone a Motegi: questa è l'ultima occasione sprecata in ordine di tempo. Avrebbe dovuto per lo meno provarci all'ultimo giro, ma una "imbarcata" dopo poche curve gli fa perdere il contatto con il giapponese Aoyama che va a vincere davanti al pubblico di casa tagliando il traguardo con un distacco di ben 1"3 su Alex.
Prendo spunto dalla simpatica vignetta pubblicata su Moto Sprint in edicola oggi per chiedermi come sia possibile che un pilota con il suo potenziale (e in questo caso mi riferisco alla moto, non tanto al talento perché se così fosse non starei qui a discutere dei suoi secondi posti!) non riesca a conquistare quello che gli spetterebbe di diritto, la vittoria, e sia contento di arrivarci sempre vicino accontentandosi di vivere all'ombra di chi puntualmente lo batte. Dalle sue dichiarazioni si intuisce che lui pensa molto al campionato, alla classifica finale: "meglio terzo in classifica senza una vittoria, che quinto con due vittorie" è la sua filosofia, che pensandoci bene non è sbagliata e la storia del motociclismo può anche dargli ragione (Alzamora campione del mondo 125cc nel 1999 senza una vittoria), ma sono punti di vista.
Nell'era Rossi in cui i mondiali si conquistano schiacciando gli avversari a suon di vittorie, una carriera come quella di De Angelis a digiuno da sempre di trionfi diventa ridicola e gli è costata il soprannome di pilota "vincenzo"!!
PS: Qualcuno sa spiegarmi come sia possibile che un pilota "vincenzo" possa essere considerato tra le opzioni di secondo pilota in un top-team MotoGp come quello di Gresini?
Alex De Angelis, 22 anni, sammarinese... 111 gp all'attivo dal '99 ad oggi, un secondo posto nel mondiale 125cc del 2003 dietro Dani Pedrosa, un quinto e un settimo posto 250cc rispettivamente nel 2004 e 2005 e l'attuale terzo posto già matematicamente tagliato fuori dalla lotta anche per il secondo. La sua scheda parla di 22 podi ottenuti nelle classi cadette suddivisi in 11 terzi posti e 11 secondi posti: ancora nessuna vittoria. "Poco male - penserebbe qualcuno che non segue i gp - è solo questione di tempo", ma per gli assidui del motomondiale questa è una favola vecchia trasformatasi ormai nella barzelletta della 250.Quest'anno in particolare è stata l'apoteosi: su 14 gare finora disputate Alex ha chiuso in seconda posizione ben 7 volte, perdendo in almeno quattro occasioni la lotta per la vittoria all'ultimo giro. A inizio stagione il suo problema era la costanza, troppe gare buttate per inutili cadute, ma da gp d'Italia in poi ha messo la testa a posto: sempre nel gruppo di testa, sempre molto veloce, ma mai il salto di qualità, mai quel guizzo che gli avrebbe permesso di salire sul gradino più alto del podio e far tornare a suonare l'inno sammarinese, per la gioia della piccola Repubblica del Titano.
Ma andiamo con ordine:
- G.p. d'Italia al Mugello: ultimo giro, una curva e il rettilineo al traguardo, Alex è primo seguito da Lorenzo e Dovizioso. Alla Bucine imposta una traiettoria assurda, Jorge lo passa e Andrea rischia il contatto. Lo spagnolo trionfa sotto i fischi del deluso pubblico italiano e nell'intervista al parco chiuso Alex si dichiara soddisfatto per essere andato molto vicino alla vittoria.
“Mi è solo dispiaciuto che Lorenzo mi abbia beffato proprio verso la fine, ma se Dovizioso non si fosse infilato all’ultimo giro, avrei sicuramente vinto. ”Alex De Angelis
- G.p. di Germania al Sachsenring: sin dalle prime battute Lorenzo non sembra in grado di imporre il ritmo come al solito, ma le Aprilia si dimostrano nuovamente superiori alle rivali. Dopo poche tornate il sammarinese conquista la testa della gara imponendo un ritmo forsennato. Il distacco dagli inseguitori sembra sufficiente per amministrare la gara che potrebbe coronare il suo attuale sogno, se non fosse che il giapponese Takahashi compie degli ultimi giri straordinari con gomme ormai finite, riducendo drasticamente il suo distacco da Alex e fregandolo sul traguardo per soli 5 millesimi. Una vittoria praticamente conquistata, sfumata nell'ennesimo secondo posto.
“Visto che avevo un buon ritmo ho provato anche ad andare in fuga. Takahashi è stato bravissimo e mi ha seguito e alla fine è stato bravo, più di me e ha vinto.”Alex De Angelis
- G.p. di Australia a Phillip Island: ultimi giri, Lorenzo è in testa, De Angelis lo tallona e sembra più veloce. All'uscita dall'ultima curva si incolla allo spagnolo, esce di scia ma per soli 9 millesimi gli sfugge ancora la vittoria.
“È stata la vittoria più difficile della mia carriera, forse.”Jorge Lorenzo
- G.p. di Giappone a Motegi: questa è l'ultima occasione sprecata in ordine di tempo. Avrebbe dovuto per lo meno provarci all'ultimo giro, ma una "imbarcata" dopo poche curve gli fa perdere il contatto con il giapponese Aoyama che va a vincere davanti al pubblico di casa tagliando il traguardo con un distacco di ben 1"3 su Alex.
“Ci ho provato fino alla fine...”Alex De Angelis
Prendo spunto dalla simpatica vignetta pubblicata su Moto Sprint in edicola oggi per chiedermi come sia possibile che un pilota con il suo potenziale (e in questo caso mi riferisco alla moto, non tanto al talento perché se così fosse non starei qui a discutere dei suoi secondi posti!) non riesca a conquistare quello che gli spetterebbe di diritto, la vittoria, e sia contento di arrivarci sempre vicino accontentandosi di vivere all'ombra di chi puntualmente lo batte. Dalle sue dichiarazioni si intuisce che lui pensa molto al campionato, alla classifica finale: "meglio terzo in classifica senza una vittoria, che quinto con due vittorie" è la sua filosofia, che pensandoci bene non è sbagliata e la storia del motociclismo può anche dargli ragione (Alzamora campione del mondo 125cc nel 1999 senza una vittoria), ma sono punti di vista.Nell'era Rossi in cui i mondiali si conquistano schiacciando gli avversari a suon di vittorie, una carriera come quella di De Angelis a digiuno da sempre di trionfi diventa ridicola e gli è costata il soprannome di pilota "vincenzo"!!
PS: Qualcuno sa spiegarmi come sia possibile che un pilota "vincenzo" possa essere considerato tra le opzioni di secondo pilota in un top-team MotoGp come quello di Gresini?



