05 dicembre 2010

Titoli di coda

E poi arriva la fine della stagione motoristica e ti ritrovi a tirare le somme di un anno speciale pieno di piccole e grandi soddisfazioni, tante risate, amicizie nuove e ritrovate, avventure, figuracce e frasi celebri. Diciassette occasioni per dare sfogo a quella passione al limite dell'ossessione che da tanti (troppi) anni è parte di te...

16/01/2010: MOTOR BIKE EXPO SHOW VERONA
Resterà nella storia come la prima (e grande) figura di merda dell'anno: al debutto come addetta stampa di Alex Polita mi sono trovata catapultata in uno stand qualsiasi della fiera di Verona con un microfono in mano ed una telecamera puntata in faccia costretta ad intervistare il suddetto pilota con cui ancora la confidenza era zero e l'imbarazzo mille. Al primo ciak tutto fila liscio, ma indovinate un po', per chissà quale malefico motivo la telecamera non ha registrato e il panico per il secondo ciak era scontato. Superata indenne questa prova, altro padiglione, altro stand stessa telecamera e nuova figura... inizio di una nuova carriera o fine di una mai iniziata? Testimone, motivatrice e supporter personale la Gio, un'amica ritrovata due anni e mezzo dopo l'avventura di Misano WSBK 2007.

Si ringraziano: Giorgia Casaro, Simone Panconi, Gianluca Marzo e Alessandro Polita

Foto: Motor Bike Expo Show Verona 2010 on Facebook
Video: Intervista ad Alex Polita al Bike Expo 2010

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

30/01/2010: BARNI RACING TEAM LAUNCH
Due settimane per prepararsi psicologicamente al ritorno in scena, per trovare cinque domande decenti e per imparare a memoria la "poesia" nella speranza di fare una figura migliore e il tutto sottovalutando l'ansia da prestazione della seconda volta! Arrivato il momento X: buio totale, voce tremante, improvvisazione e frasi di senso più o meno compiuto costellate di "ehm... mmm.. eee...". Va bene la tv non fa per me, capito (anzi no, ve l'avevo detto)!! Per l'occasione il simpaticissimo meteo autunno-inverno '09-'10, che già mi aveva vista protagonista di un'escursione sulla neve con la SisyCar, ha proposto, udite udite: neve il venerdì notte prima di partire e temperature sotto zero, ghiaccio e nebbia fitta il sabato notte quando da Bergamo si doveva rientrare a Milano, il tutto intervallato da momenti di quiete in cui la sottoscritta è stata capace di centrare un marciapiede fantasma a Paderno d'Adda (LC) piegando il cerchione anteriore destro e perdendo entrambi i copricerchi di destra. Gli esami hanno scongiurato qualsiasi rottura sulla SisyCar che ancora era all'oscuro dei viaggi che avrebbe percorso da lì a poco.

Frasi celebri:
"Dove ca**o siamo"
Silvia & Sara perse nella nebbia nei pressi di Treviglio (BG)

Si ringraziano: Sara Vimercati e famiglia, Alessandro Polita, Simone Panconi, Gianluca Marzo, il Barni Racing Team, il marciapiede fantasma di Paderno d'Adda (LC), la nebbia e il ghiaccio

Foto: Barni Racing Team Launch on Facebook
Video: Presentazione Team Barni Racing 2010

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

06/02/2010: MO.TO OPENING
Sì lo so che ho già ampiamente scritto della giornata, dell'intervista al pilota dei sogni, della mano tremante ecc. Ma è stato quando il bel James è partito in direzione aeroporto Venezia Marco Polo che è iniziata la nostra avventura, perché il già citato simpaticissimo meteo autunno-inverno '09-'10 aveva proposto di nuovo pioggia e il caso volle che il nuovo concessionario Yamaha sorgesse sulla strada Feltrina, località Montebelluna in provincia di Treviso, circondato da campi. Ed essendo il parcheggio principale occupato dal rinfresco, il fato decise che gli addetti ai lavori ci facessero parcheggiare sul retro, su di una strada sterrata al limite di una distesa di fango, fango nel quale sono letteralmente sprofondate le ruote della SisyCar. A nulla sono valse le sfrizionate e le micro-manovre per cercare di uscire da quell'incubo senza sporcarsi troppo e senza chiedere aiuto a chissà chi, pena figura di merda. Sfortunato è stato il presentatore dell'evento che, vestito di tutto punto, passava di lì proprio mentre valutavamo l'idea di chiedere aiuto. Morale della favola: gentile presentatore infangato fino nelle mutande, SisyCar libera con livrea rally e tante, tante risate. Nell'arco di sette giorni rischiare di distruggere un copertone e di bruciare il motore direi che è una buona media. Ma questo sabato di metà inverno è diventato celebre per le pecore (tante) che per la prima volta sono apparse sul nostro cammino e che diventeranno il leitmotiv nonché originalissimo portafortuna delle trasferte 2010.

Frasi celebri:
"Your English is good now... Great job, nice questions!"
James Toseland

Si ringraziano: Giorgia Casaro, James Toseland, la mia mano tremante, il fango, il presentatore dell'evento e le pecore

Foto: Mo.To Opening on Facebook
Video: JT @ Mo.To Opening in Montebelluna
Link: Superbike: intervista esclusiva a James Toseland on BikeRacing.it

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

12/02/2010: YAMAHA STERILGARDA TEAM LAUNCH
Dopo aver comunicato all'amato James Toseland solo sei giorni prima, che non avrebbero presenziato alla presentazione del team che, a sentir lui, si sarebbe svolta a Milano, appurato che l'evento in oggetto si sarebbe tenuto in zona Lago di Garda, versante lombardo, le nostre eroine decisero che si poteva fare: una regolarmente accreditata, l'altra irregolarmente imbucata, ma d'altra parte bisognerà pur cominciare in qualche modo. La singolare location, lo stabilimento Sterilgarda a Castiglione delle Stiviere (MN), è stata raggiunta grazie all'incredibile senso dell'orientamento che da sempre contraddistingue la sottoscritta, a suon di "mi ispira di qua", dopo il suicidio del navigatore di turno (RIP). Sorvolerei sulla presentazione della squadra in sé fatta delle solite interviste, buoni propositi per la stagione e foto di rito, per soffermarmi piuttosto sull'interessante visita allo stabilimento che, dopo averci affascinato con la mitragliatrice spara cannucce per i succhi di frutta, ci ha sconvolto con le macchine intelligenti per lo stoccaggio della merce che nel nostro delirio post/pre-Giacomino abbiamo ribattezzato come le macchine che conquisteranno il mondo. Ogni altro commento sulla giornata credo sia inutile perché immagino abbiate capito come possa essere degenerata. Importante, invece, da segnalare il secondo avvistamento delle pecore durante il viaggio di rientro nella triste provincia di Venezia in attesa del successivo appuntamento fissato per la prima prova europea del Mondiale Superbike a Portimão.

Colonna sonora: tutto Negramaro e tutto Gavin DeGraw

Si ringraziano: Giorgia Casaro, Valerio Piccini, James Toseland, il Team Yamaha Sterilgarda e le macchine che conquisteranno il mondo

Foto: Yamaha Sterilgarda Team Launch on Facebook

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

26-28/03/2010: PORTIMÃO WSBK, BUONA LA PRIMA
La prenotazione del volo di questa prima trasferta porta la data del 2 febbraio, chiaro segnale di quanto fosse attesa la prima prova europea del Mondiale Superbike su quello stesso tracciato dove appena 5 mesi prima si era conclusa la stagione 2009. I nomi sulle carte d'imbarco erano quelli di tre pazzi: la sottoscritta, la Gio, motivata a recuperare in pochi mesi i due anni lontana dai paddock, e Sancios, fan skatenato conosciuto qualche mese prima e abbastanza coraggioso da voler seguire le altre due nell'impresa. La domanda "Ma chi me l'ha fatto fare?" sono certa se la sia posta quando, da poco partiti dall'aeroporto di Faro in direzione Autodromo do Algarve, un sms dalla corrispondente in Italia ci comunicava che tale James Toseland aveva fatto segnare il miglior tempo della prima sessione di libere, appena prima di avvistare un gregge portoghese al pascolo. Da lì, facile intuirlo, è ripartito il delirio così come lo avevamo lasciato a Castiglione delle Stiviere. Nel paddock un clima diametralmente opposto a quello da ultimo giorno di scuola lasciato a fine ottobre, pochissimo pubblico, temperature, sebbene più alte di quelle italiane, decisamente rigide rispetto a quelle di qualche mese prima e piloti e addetti ai lavori concentrati ad iniziare la stagione nel migliore dei modi. Trasferta di riscaldamento un po' per tutti in vista delle successive in cui, prese le misure e conosciute le persone giuste, agiremo senza più freni!

Frasi celebri:
"Guarda lì... Le PECOREEEEE!"
Giorgia Casaro & Silvia Lavezzo

Colonna sonora: "Fireflies" Owl City aka la sveglia della Gio

Si ringraziano: Giorgia Casaro, Andrea 'Sancios' Della Vedova, Gabriella Manna, Simo e la discoteca Katedral di Praia Da Rocha... obrigada!

Foto: Portimão WSBK '10 on Facebook

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

21-26/04/2010: ASSEN WSBK, IL VIAGGIO DELLA SPERANZA
Correva il giorno 22 febbraio quando gli stessi tre della gang che da lì a un mese avrebbe conquistato Portimão, decisero di prenotare anche per la trasferta successiva, quella di Assen in Olanda. Tutto era stato organizzato al meglio con ritrovo all'aeroporto di destinazione, Brema, il noleggio dell'auto in Germania e il percorso per raggiungere l'Olanda, l'appartamento vicino al circuito e l'hotel per l'ultima notte vicino all'aeroporto per evitare levatacce e spostamenti di notte. Tutto perfetto, a prova di agenzia viaggi ma... a sette giorni esatti dalla partenza, il 14 aprile, l'inutilissimo vulcano islandese dall'impronunciabile nome Eyjafjallajökull, decise di eruttare sparando nell'atmosfema una nube di cenere che ha bloccato il traffico aereo nel nord Europa per i giorni successivi lasciandoci nell'ansia che i nostri voli non sarebbero potuti decollare. Nell'attesa di questa risposta il giorno 17 aprile il postino mi recapitò una simpatica missiva della mia banca differente, la quale mi comunicava che due giorni prima mi era stata bloccata la carta di credito per motivi di sicurezza, quella stessa carta su cui avremmo fatto affidamento per il noleggio auto di cui sopra! Il panico è stato placato risolvendo il problema alla radice: il 19 aprile Ryanair ci ha comunicato la cancellazione di tutti i voli per il giorno della nostra partenza e senza volo non ci sarebbe servito alcun noleggio. Due giorni a disposizione e tutto da riorganizzare, perché la possibilità di rinunciare non è passata neanche dall'anticamera del cervello di nessuno dei tre. Unica alternativa papabile, l'auto e l'unica disponibile e in grado di sostenere tale viaggio, la SisyCar... Mercoledì 21 aprile è il giorno del viaggio, la mia sveglia suona alle ore 3.00 AM, la partenza è alle 3.30 con destinazione Mestre e poi Milano per recuperare tutti i compagni di viaggio, e da lì Assen per 1.400 km percorsi in 17 lunghissime ore alternandosi al volante senza fermarsi mai, tagliando l'Europa verticalmente da sud a nord attraversando Italia, Svizzera, Germania e Olanda. Il viaggio della speranza per il quale ci siamo sentiti dare dei pazzi, ma per il quale ci siamo volentieri sacrificati portando a casa, a conti fatti, la miglior trasferta della stagione.

work in progress...


Colonna sonora: "On a Mission" Gabriella Cilmi, "Gli Spietati" Baustelle e tutto Ligabue

Si ringraziano: il vulcano Eyjafjallajökull, Ryanair, la SisyCar, Giorgia Casaro, Andrea 'Sancios' Della Vedova, Marion Vleugels, lo staff dell'hospitality Aprilia, Massi e i piloti inglesi

Foto: Assen WSBK '10 (part 1) on Facebook
Foto: Assen WSBK '10 (part 2) on Facebook

•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••

to be continued...

19 novembre 2010

Ci mancherete

La notizia è stata una di quelle che ha reso ancora più malinconico l'inverno in attesa dell'inizio della prossima stagione motoristica: due dei personaggi a cui in questi anni nel paddock Superbike ci eravamo affezionate, Max Neukirchner e l'amico manager Arndt, il prossimo anno andranno a popolare il blindatissimo paddock del Motomondiale. Una scelta quasi obbligata per il nostro Max preferito quella di passare alla Moto2 e un'intervista dovuta questa pubblicata su BikeRacing.it, in cui spiega motivazioni, impressioni e obiettivi.

MOTO2: INTERVISTA ESCLUSIVA A MAX NEUKIRCHNER

Non si può certo dire che la stagione di Max Neukirchner nel Mondiale Superbike, conclusosi un mese e mezzo fa a Magny Cours, sia stata all’altezza delle precedenti che, non da meteora, lo avevano visto conquistare diversi podi e due vittorie prima degli infortuni che lo hanno tenuto fermo ai box per la maggior parte del 2009. Quest’anno sulla CBR 1000RR del Team Honda Ten Kate c’è stato fin dall’inizio un rapporto difficile che non gli ha permesso di esprimere al meglio il suo talento. Il nono posto ad Assen in gara 2 come miglior piazzamento in una stagione costellata di errori e di risultati al di sotto delle aspettative, è stato forse sintomo della necessità di resettare tutto e ricominciare da un nuovo punto di partenza una carriera che in passato qualche soddisfazione l’aveva data. Lo scorso 29 ottobre il ventisettenne pilota di Stollberg ha firmato con il team MZ Moto2, optando per abbandonare il circus del World Superbike e approdare a quello del Motomondiale.

BikeRacing.it lo ha contattato per capire quali sono le ragioni lo hanno spinto a cambiare categoria e per raccogliere le sue prime impressioni sulla nuova moto dopo il primo contatto dei test recentemente svolti sui tracciati di Valencia e Aragon in Spagna.

La stagione Superbike da poco conclusa è stata molto difficile per te, che cosa ha influito maggiormente nella mancanza di risultati? Dopo la prima prova a Phillip Island ci avevi confidato di essere a posto fisicamente, spiegarci che cosa non ha funzionato…
“Il problema più grande quest’anno è stato quello di trovare un buon feeling con la moto e a conti fatti non ci sono riuscito. Solo a Silverstone mi sono trovato bene fin da subito, sono riuscito a guidare normalmente e con una buona velocità in percorrenza di curva ma i risultati non hanno pagato lo stesso. La Honda di Ten Kate non era giusta per me, c’erano tanti piccoli problemi che alla fine dell’anno sono diventati un unico grosso problema. Ma parliamo del futuro…”

Per la prossima stagione hai da poco siglato un contratto con la MZ che ti vedrà impegnato nel campionato Moto2. Perché hai optato per lasciare il Mondiale Superbike dopo sette anni e soprattutto dopo aver dimostrato di essere in grado di vincere delle gare e di lottare per il titolo?
“Non c’erano possibilità di rimanere in Superbike con un buon team. Tutte le squadre con cui ero in trattativa mi hanno chiesto soldi per poter correre e francamente non posso mettere a rischio la mia vita e pagare anche per questo. Dopo sette straordinari anni nel mondiale delle derivate di serie apro un nuovo capitolo della mia carriera lasciando quel paddock da amico e portando con me tanti ricordi positivi. Non si sa mai che in futuro le nostre strade si incrocino di nuovo, nel frattempo ci tengo a ringraziare tutti.”

Hai già avuto la possibilità di provare la Moto2 del team MZ Racing a Valencia ed Aragon la settimana scorsa, quali sono state le tue prime impressioni e quali sono le principali differenze rispetto a una superbike?
“Sono rimasto scioccato dopo i primi giri: la mia Superbike aveva almeno 100 cavalli in più! Ho dovuto adattare il mio stile di guida credo per la terza volta quest’anno, ma l’aspetto positivo è che con questa Moto2 posso tenere una buona velocità in curva, questo mi piace molto e si adatta al mio stile di guida. Ad Aragon sono riuscito a fare alcuni giri buoni ed è stato divertente. Insomma la partenza è stata positiva e il rapporto con il mio nuovo ingegnere tecnico Marco Nicotari è ottimo, ma come è ovvio avremo molto lavoro da fare quest’inverno.”

Nel corso di questa prima stagione di Moto2 molti piloti sono riusciti a mettersi in luce, anche se a correnti alterne. Che possibilità pensi di avere tu l’anno prossimo?
“Adesso non mi sento in grado di rispondere a questa domanda, magari dopo i test invernali avrò qualche dato in più per capire cosa aspettarmi da questo campionato. Di sicuro abbiamo delle idee buone per sviluppare la moto e il mio stile di guida sembra perfetto per la Moto2.”

Nuova moto, nuove gomme, nuovi tracciati… ti si prospetta una stagione di apprendistato. Con quale obiettivo sarai al via della categoria Moto2 nel 2011?
“Se la moto sarà a posto il nostro obiettivo dev’essere la top five. Ma in Moto2 cambia tutto da gara a gara, lo abbiamo visto anche quest’anno, solo Elias, Simon e Iannone sono riusciti ad essere costanti nell’arco della stagione. Vedremo, la Moto2 può essere la giusta strada per la MotoGP soprattutto con le nuove regole che andranno in vigore dal 2012… e io ho un sacco di esperienza sulle moto con 1000cc di cilindrata!”

Max Neukirchner, infine, approfitta delle pagine di BikeRacing.it per lasciare un messaggio ai suoi fan italiani “Grazie a tutti per il supporto che non è mai mancato anche in quest’anno difficile! Vi auguro un sereno Natale e un buon inverno e vi aspetto al Mugello e a Misano. Max76″

Silvia Lavezzo

27 ottobre 2010

Piccoli campioni crescono

CIV STOCK 600: INTERVISTA ESCLUSIVA A FABIO MASSEI

Diciannove anni, romano, Fabio Massei è il nuovo Campione Italiano Superstock 600. In sella alla Yamaha YZF R6 preparata dal Team Piellemoto, ha disputato una prima parte di stagione da dominatore della categoria STK 600 nel Campionato Italiano Velocità, salvo gareggiare in difesa del bottino racimolato per le ultime due prove, andando a laurearsi campione tricolore di sole 7 lunghezze su Lorenzo Zanetti. Bikeracing.it lo ha intervistato nel corso della premiazione dei campioni italiani 2010 svoltasi al Mugello lo scorso 17 ottobre.

Fabio raccontaci un po' la tua stagione…
"Penso di poter dire che sia stata una delle più belle ed emozionanti stagioni disputate fino ad oggi, senza però nascondere che è stata anche molto difficile sia dal punto di vista sportivo che, soprattutto, sul piano psicologico visto che sono riuscito a conquistare il titolo tricolore solo all'ultima gara. Io e il Team Piellemoto abbiamo svolto fin dall'inizio un ottimo lavoro che ci ha permesso di vincere le prime quattro gare e di gestire con più calma le restanti tre. Sono felice dei risultati ottenuti, è stata davvero una bella stagione sia per me che per il team!"

Come ci si sente ad essere campione?
"L'obiettivo di ogni pilota da quando comincia a correre è quello di vincere un campionato e finché non ci riesce è difficile capire che cosa si provi: è una sensazione bellissima che ti gratifica di tutti i sacrifici e del lavoro svolto per arrivare a conquistare il titolo. Avevo già avuto la fortuna di diventare campione da bambino con le minimoto, ma devo dire che vincere partecipando a competizioni più importanti è tutto un altro piacere."

Nonostante la giovane età, Massei ha già gareggiato in diversi campionati e categorie: vincitore del trofeo Aprilia Junior GP nel 2006, ha concluso in sesta posizione il CIV 125GP la stagione successiva sempre in sella all'Aprilia del Team JGP Racing Dream. Passato alla categoria Superstock 600, ha chiuso in quarta posizione sia la Coppa Italia nel 2008 che il CIV nel 2009. La scorsa stagione lo ha visto anche debuttare nella Coppa del Mondo Superstock 1000 sfruttando l'opportunità data dal Team Lorenzini by Leoni dopo il divorzio consensuale con l'inglese Tom Bridewell. Mezza stagione per un totale di cinque gare a partire dalla prova di Brno, con un undicesimo posto assoluto a Portimao come miglior risultato stagionale.

Nel 2010 oltre al già citato titolo tricolore, Fabio Massei ha partecipato da wildcard al round di Imola dell'Europeo Superstock 600, conquistando la seconda casella sulla griglia di partenza in qualifica e disputando una gara in attacco sui protagonisti della categoria che gli è valsa il secondo gradino del podio sotto la bandiera a scacchi.

Dopo le esperienze nell'Europeo Superstock 600 e nella Coppa del Mondo Superstock 1000 cosa vedi nel tuo futuro? C'è qualcosa in ballo per la prossima stagione?
"Al momento sto valutando le proposte di alcuni team sia per l'Europeo Superstock 600 che per la Coppa del Mondo Superstock 1000. Non nascondo, però, che mi piacerebbe approdare già nel 2011 alla Coppa del Mondo e per far sì che questo accada sto sto lavorando molto sulla mia visibilità e sulla ricerca di sponsor che sono fondamentali per poter disputare una stagione ad un buon livello. L'obiettivo in ogni caso è la Stock 1000 sia nel CIV che nel Mondiale."

I campioni italiani sembrano incontrare qualche difficoltà in più rispetto ai coetanei di altre nazionalità nell'approdare al mondiale, da che cosa dipende secondo te?
"In altre nazioni, vedi ad esempio la Spagna, i piloti sono molto più seguiti a livello di supporto economico rispetto a noi italiani. Come tutti sanno i costi all'estero sono più bassi e di conseguenza le possibilità di allenarsi e fare test sono maggiori. Questo permette loro di crescere sportivamente più in fretta e di mettersi in mostra tra i grandi prima. La Federazione Motociclistica Italiana si sta impegnando a promuovere i giovani talenti e il loro lavoro è ammirevole, solo che non siamo ancora al livello delle altre nazioni."

Qual è il tuo sogno?
"Sembrerà banale, ma ovviamente sogno di continuare la mia carriera nei campionati mondiali e di diventare campione del mondo!"

Silvia Lavezzo

Corse e utopie

E poi vedi i pensionati col grano su moto di serie A e i giovani, papabili campioni del futuro, costretti a ripiegare su scelte di serie B: questo sì che è investire sul futuro. Eppure quello delle corse sembrava un mondo bellissimo visto da fuori quando piccola e ingenua mi sono appassionata. Niente è incantato, cara Silvia, li scrivevi già due anni fa i pezzi sul mondo che gira al contrario, di che cosa ti stupisci ancora? Sono i soldi, la nazionalità e gli interessi degli organizzatori e delle case madri che mettono il veto sulla scelta dei piloti, non di certo i risultati e i curricula più o meno fitti di titoli ed esperienza. Se poi ci si improvvisa team manager dal giorno alla notte credendosi i salvatori della patria, beh allora scusate rimpiango il mio utopico mondo delle corse in cui l'invidia non esiste, c'è sana competizione in pista e amicizia fuori, i soldi contano sì ma meno, molto meno, dei risultati e tutto si decide alla luce del sole, senza loschi accordi sottobanco.

15 marzo 2010

Silvia intervista... Max Neukirchner

Ebbene sì, prima o poi arriva il momento in cui una si sblocca, ci prende gusto e si lancia in ulteriori e non scontate avventure. Certo un'intervista non è niente di audace, ma per una cronica dell'imbarazzo come la sottoscritta già rompere il ghiaccio con tale James Toseland è stata una tragedia, figurarsi intervistare l'altro con il quale di solito dopo il canonico "Ciao, come va?" scatta puntuale la cosiddetta figura di merda. Bisogna vincere le insicurezze e buttarsi e allora ben venga l'intervista a Max Neukirchner, per veri appassionati della Superbike, per coloro che vanno oltre al podio e ai soliti nomi noti! E un'altra piccola-grande soddisfazione tolta... "Thanks and a big hug from Max!".

SUPERBIKE: INTERVISTA ESCLUSIVA A MAX NEUKIRCHNER

Tedesco, classe 1983, Max Neukirchner è stato nel 2009 lo sfortunato protagonista di una serie di incidenti e conseguenti infortuni che hanno messo seriamente a rischio la sua carriera. Prima la frattura a gamba e piede destri in conseguenza al terribile tamponamento alla prima chicane di Monza a maggio, poi la frattura a tre vertebre dopo una scivolata a Imola durante dei test al suo ritorno in sella a luglio. Da lì l’intervento chirurgico per stabilizzare le vertebre e la lunga riabilitazione che avevano portato i medici della Clinica Mobile, in contrapposizione ai sanitari tedeschi, a dubitare sulla possibilità di un suo ritorno in pista proprio nel 2009 decretando di fatto il divorzio del talentuoso pilota di Stollberg dal team Suzuki Alstare in favore del suo passaggio al team Honda Ten Kate al fianco di Jonathan Rea. Una sorta di ritorno a casa per Max che ha disputato la maggior parte della sua carriera proprio in sella ad una Honda prima di passare a Ducati nel 2006 e a Suzuki dalla stagione successiva. Neukirchner si era presentato a Phillip Island per il primo round con uno smalto ritrovato, trovandosi però ad affrontare un weekend piuttosto difficile conclusosi con un dodicesimo e un sedicesimo posto. BikeRacing.it lo ha intervistato in esclusiva per voi in attesa della prossima prova di Portimao indagando tra certezze e sensazioni di questo suo ritorno in pista.

Quello di Phillip Island è stato il tuo primo round dopo gli infortuni e la lunga riabilitazione dello scorso anno. Come ti sei sentito sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emotivo ad affrontare un weekend di gara dopo 9 mesi di assenza dalle competizioni?
“Nove mesi senza poter correre sono stati un’eternità! Fisicamente non ho avuto alcun problema: dopo le due gare di domenica a Phillip Island mi sentivo perfettamente, anzi posso dire di non essermi mai sentito meglio dopo un weekend di gara. Emotivamente, invece, è stato un po’ diverso: il giovedì prima della gara avevo le palpitazioni ogni volta che pensavo a dover scendere in pista. Domenica in griglia, invece, è stata una sensazione speciale: sono molto felice di essere tornato.”

Qualcuno sta dubitando sul fatto che tu possa tornare ad andar veloce come prima. Senti pressione per l’aspettativa che c’è nei tuoi confronti?
“In questo momento non sento molta pressione da fuori. Ten Kate e Honda mi stanno dando il loro supporto e la pressione più grande certamente viene da me stesso perché so di poter guidare veloce, ma ho bisogno di ancora un po’ di tempo per prendere confidenza con la moto. Tutto è nuovo quest’anno, dal team alla moto e di sicuro il lungo periodo di sosta a cui sono stato costretto non mi ha aiutato. Devo solo ricomporre il puzzle, ma sono sulla buona strada.”

Qual è l’obiettivo principale per questa stagione?
“Sicuramente tornare il prima possibile ad andare forte come prima degli infortuni. Poi quando sarò tornato a quei livelli dovrò vedere se posso ancora ambire ad un piazzamento in campionato.”

Come ti trovi nel team Ten Kate, quale rapporto si è creato con il tuo compagno di squadra Jonathan Rea e cosa pensi del livello raggiunto dalla moto?
“Mi trovo molto bene nel team. Da Ten Kate c’è un vero clima familiare ed è fondamentale per me. Con Johnny ho un ottimo rapporto, lavoriamo bene insieme, siamo amici e anche fuori dai circuiti ci divertiamo molto. A Phillip Island abbiamo avuto entrambi dei problemi con la moto ma credo che sui tracciati europei la nostra Honda sia molto veloce. Johnny è stato veloce durante i test invernali e ha già vinto delle gare l’anno scorso. Sono fiducioso, Ten Kate migliora la moto continuamente lavorandoci gara dopo gara.”

Il campionato quest’anno sembra essere abbastanza equilibrato, con molti piloti che possono competere per la vittoria ad ogni gara. Pensi che andando avanti nella stagione scopriremo un dominatore come Ben Spies l’anno scorso o tutto si giocherà all’ultima gara?
“Di sicuro il livello di quest’anno è molto alto. Credo che a Magny Cours il titolo lo vincerà il pilota che sarà riuscito a conquistare costantemente punti in tutte le gare e nomi dei papabili sono molti: Haga, Fabrizio, Toseland, Rea, Haslam, Biaggi… solo per citarne alcuni.”

Nelle ultime settimane sono state pubblicate le prime foto della nuova prima variante di Monza alla quale sono state apportate delle modifiche dopo gli incidenti dello scorso anno. Credi che queste correzioni possano essere risolutive per la sicurezza?
“Giudicare dalle immagini è difficile. Dovrei valutare le modifiche direttamente in pista in sella ad una moto e dopo il via di una gara. Ad ogni modo mi auguro che ora la chicane sia più sicura per noi piloti. Monza è una delle mie piste preferite, adoro correre lì. Ci ho vinto la mia prima gara e questo è quello che mi piace ricordare di questo tracciato.”

Neukirchner infine approfitta delle pagine di BikeRacing.it per mandare un saluto a tutti i suoi fan italiani che numerosi continuano a sostenerlo “Un saluto speciale a tutti i miei fan italiani. Lo scorso anno l’Italia non è stato un posto fortunato per me, ma questo è un nuovo anno… Ciao, il vostro Max!”.

Silvia Lavezzo

07 febbraio 2010

Casualità

Capita di scoprire per caso, meno di 24 ore prima, che il pilota dei tuoi sogni, quello per il quale in passato hai già fatto 300 km andata e ritorno in giornata, sia l'ospite d'onore dell'inaugurazione di una concessionaria ufficiale Yamaha a poco più di 90 km da casa tua, niente se si considerano le trasferte in giro per l'Europa di cui sei stata capace l'anno scorso pur di seguire la tua passione. Capita che all'istante parta un sms di gruppo che avverte tutte le possibili interessate (per puro caso sempre e solo di sesso femminile) che "James domani è a Montebelluna (TV). Io ci vado di sicuro, se vi volete aggregare fatemi sapere". Capita che una pazza quanto te ti dia la disponibilità per seguirti in questa, l'ennesima, avventura, in memoria di quel weekend di Misano del 2007 nel quale vi siete conosciute ed avete conosciuto il pilota dei sogni in questione.


Capita poi che l'omino del cervello ti metta il tarlo dell'intervista: sdoganata ormai quella in italiano e davanti alla telecamera, perché non provare quella in inglese solo col registratore? Ma certo che problema c'è, basta preparare le domande, scriverle e leggerle in caso di improvvisa amnesia, il soggetto in questione capirà. Capita che tu sia incredibilmente tranquilla aspettando il momento di quell'intervista gentilmente concessa alla prima richiesta e corredata di complimento "Your English is good now". Capita... capita che "la tua volta" arrivi quando meno te lo aspetti, mentre sei in totale relax su un divanetto a pensare a chissà cosa. Capita di vedere il pilota dei sogni far scomodare due persone, tra cui un bambino, per preparare le tre sedie e farci accomodare. Capita che alla suddetta amensia si aggiunga un improvviso analfabetismo corredato da incapacità di leggere e Parkinson acuto alla mano destra che regge il registratore. Capita che lui se ne accorga e forse disturbato da questo tremolio nervoso prenda il registratore e faccia tutto da solo. Capita che in un modo o nell'altro riesca a formulare in modo sgrammaticato le cinque domande registrando sette lunghissimi minuti di risposte in lingua straniera da tradurre e riordinare in fretta l'indomani. Capita... capitano un sacco di cose, metà delle quali le vorresti rimuovere dalla cronologia degli eventi perché cosiddette "figure di merda", l'altro 50% sono invece bei ricordi e piccole-grandi soddisfazioni... "Great job, nice questions!".

Sull'argomento:
Superbike: intervista esclusiva a James Toseland (BikeRacing.it)

28 dicembre 2009

Le 20 migliori figure di merda del 2009

La fine di ogni anno, si sa, è tempo di bilanci. Il 2009 motoristico tutto sommato è andato alla grande salvo qualche imprevisto, le inevitabili figuracce che capitano sempre nel momento meno opportuno. Io e la mia socia abbiamo stilato per voi la classifica delle 20 migliori figure di merda con le quali abbiamo dato sfoggio di noi nel paddock di ben 8 gran premi della stagione 2009... Enjoy!

20. Una qualche mese più tardi (vedi punto 4) finisce di nuovo in quella specie di hospitality multietnica ad un festino a base di Vodka pura e Coca-Cola per una qualifica mancata e l'impossibilità di correre l'indomani causa 3 motori fusi!

19. L'altra incontra un pilota nel paddock e lui la riconosce chiamandola "quella della schiena". (FOTO)

18. Due ombrelline per un pilota, una tutta perfetta, l'altra con le ballerine ai piedi: premio assegnato "Ombrellina più bassa del Civ 2009". (FOTO)

17. Una passa 24 ore invocando Panta, la dea del fuoco greco. (FOTO)

16. La stessa era quasi riuscita a non fare la figuraccia davanti al solito K, almeno all'ultima gara, e ha finito per sbrodolarsi col gelato proprio davanti a lui.

15. Una nel tentativo di non incontrare il soggetto dei suoi incubi ricorrenti si scontra con il suddetto in mezzo al paddock gelido. (FOTO)

14. L'altra viene presentata da un pilota ad un gruppo di perfetti sconosciuti come "quella conosciuta nel motorhome di..." (FOTO)

13. Una incontra il suo ex nel paddock per colpa di una delle sorelle maggiori e lo saluta non una, non due, non tre ma quattro volte! (FOTO)

12. Tribuna centrale, Monza WSBK 2009: dalle ore 10.40, due scatenate si mettono a tifare piloti a caso, una per vendetta, l'altra non si sa bene il perché, senza sapere che dietro di loro si nasconde un fantomatico fan club denominato "Pota"! (FOTO)

11. Tentando di sfuggire agli assalti, una delle due viene riparata dall'amichetto che funge anche da scudo anti ducatista (prontamente sgamata in pieno).

TOP 10:
10.
Una passa ripetutamente davanti ad un affollato box togliendo gli occhiali da sole per vedere meglio e commentando con voce ed espressione del viso "TANTA ROBBA!" (FOTO)

9. La stessa deve braccare il pilota dei suoi sogni in attesa del collega/amico perennemente in ritardo: "Where are you going?" - "Toilet" - "Sorry?!" - "B A G N O !" - "Oops..." (FOTO)

8. Monza WSBK 2009: In un'ora non ben precisata, un fantomatico K ha la pensata di fare "FRU FRU" sui capelli di una delle due. Premio Pantene (lei non si è ancora ripresa!!). (FOTO)

7. Ore 00.40 di sabato 2 Maggio 2009, due pazze in macchina tentano di uscire da un cancello chiuso, cercando di capire come certe persone siano potute uscire da lì pochi istanti prima. Mistero non ancora risolto! (FOTO)

6. Dopo l'ennesima incursione tedesca, una delle due afferma "Ma xxxxx ha fatto il bagno dentro Chanel numero 5?"

5. Una inizia a singhiozzare vistosamente in un momento clou.

4. Dopo varie vicissitudini, l'altra finisce in una specie di hospitality multietnica a mangiare della gustosissima pasta alle patatine fritte.

3. Do you use Brux? For what? - Because I used to "digrignare i denti" - I think you used it for sex - Oh, yes. - Really? - Yes. Sara ma hai capito cosa ti ha detto? No Paolina, non vedi che sono rincoglionita? Ti ha chiesto se lo usi per il sesso... - Oh No Max, I don't use it for it... I used to "digrignare i denti" during the night! (FOTO)

2. Dopo "See you in Monza next year", è la volta di "See you later!" (FOTO)

1. Una viene sgamata in pieno da un amico fantomatico pilota di un fantomatico team che non va un'accipicchia riguardo alle sue amicizie teutoniche: trenta secondi prima, quell'altra aveva fatto l'ennesima figura di merda spostando la sedia per fare accomodare il fantomatico pilota accanto a lei, nel mentre il K le chiedeva cortesemente di appoggiare la gamba incidentata: segue una scena di panico, nella quale la compare ritorna dalla toilette e si ritrova la postazione in sala stampa completamente alla rinfusa, con gente che sbuca da ogni dove. (FOTO)

Ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

08 novembre 2009

Ve l'avevo detto

Chi vi avevo detto che avrei seguito questo weekend? Esatto, il campione del mondo Superbike Ben Spies, al debutto assoluto sulla Yamaha M1 a Valencia per l'ultima prova stagionale della MotoGP. Il suo obiettivo? Finire la gara nella top ten, cercando di non fare alcun danno ai piloti in corsa per il campionato. Convinta della sua eccessiva modestia mi aspettavo qualcosa di più, o meglio sì quel risultato ma con qualcosa che avrebbe lasciato il segno in questo noiosissimo finale di stagione: lo vedete com'è sfocato lì dietro alle spalle di Spies il principino HRC Andrea Dovizioso, depresso e fregato da un debuttante mentre l'odiato compagno di squadra andava a vincere?


"Verso la fine della gara ero vicino a Dovizioso e pensando alla battaglia tra lui e Colin (Edwards) per il quinto posto, ho provato a passarlo. Una volta riuscitoci ho tenuto la testa bassa fino al traguardo e ho fatto registrare il mio giro più veloce proprio nell'ultima tornata. Non ho fatto nulla di stupido ed è stato un buon fine settimana".
Ben Spies

Che dire, il ragazzo ha già capito tutto! Piccole soddisfazioni personali... d'altra parte ve l'avevo detto!