
E poi vedi i pensionati col grano su moto di serie A e i giovani, papabili campioni del futuro, costretti a ripiegare su scelte di serie B: questo sì che è investire sul futuro. Eppure quello delle corse sembrava un mondo bellissimo visto da fuori quando piccola e ingenua mi sono appassionata. Niente è incantato, cara Silvia, li scrivevi già due anni fa i pezzi sul mondo che gira al contrario, di che cosa ti stupisci ancora? Sono i soldi, la nazionalità e gli interessi degli organizzatori e delle case madri che mettono il veto sulla scelta dei piloti, non di certo i risultati e i curricula più o meno fitti di titoli ed esperienza. Se poi ci si improvvisa team manager dal giorno alla notte credendosi i salvatori della patria, beh allora scusate rimpiango il mio utopico mondo delle corse in cui l'invidia non esiste, c'è sana competizione in pista e amicizia fuori, i soldi contano sì ma meno, molto meno, dei risultati e tutto si decide alla luce del sole, senza loschi accordi sottobanco.
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