Se un pilota è.... "vincenzo"!
Cerco, con non poche difficoltà, di accantonare le mie antipatie e di analizzare la situazione di uno dei piloti protagonisti del mondiale 250cc di quest'anno.
Alex De Angelis, 22 anni, sammarinese... 111 gp all'attivo dal '99 ad oggi, un secondo posto nel mondiale 125cc del 2003 dietro Dani Pedrosa, un quinto e un settimo posto 250cc rispettivamente nel 2004 e 2005 e l'attuale terzo posto già matematicamente tagliato fuori dalla lotta anche per il secondo. La sua scheda parla di 22 podi ottenuti nelle classi cadette suddivisi in 11 terzi posti e 11 secondi posti: ancora nessuna vittoria. "Poco male - penserebbe qualcuno che non segue i gp - è solo questione di tempo", ma per gli assidui del motomondiale questa è una favola vecchia trasformatasi ormai nella barzelletta della 250.
Quest'anno in particolare è stata l'apoteosi: su 14 gare finora disputate Alex ha chiuso in seconda posizione ben 7 volte, perdendo in almeno quattro occasioni la lotta per la vittoria all'ultimo giro. A inizio stagione il suo problema era la costanza, troppe gare buttate per inutili cadute, ma da gp d'Italia in poi ha messo la testa a posto: sempre nel gruppo di testa, sempre molto veloce, ma mai il salto di qualità, mai quel guizzo che gli avrebbe permesso di salire sul gradino più alto del podio e far tornare a suonare l'inno sammarinese, per la gioia della piccola Repubblica del Titano.
Ma andiamo con ordine:
- G.p. d'Italia al Mugello: ultimo giro, una curva e il rettilineo al traguardo, Alex è primo seguito da Lorenzo e Dovizioso. Alla Bucine imposta una traiettoria assurda, Jorge lo passa e Andrea rischia il contatto. Lo spagnolo trionfa sotto i fischi del deluso pubblico italiano e nell'intervista al parco chiuso Alex si dichiara soddisfatto per essere andato molto vicino alla vittoria.
- G.p. di Germania al Sachsenring: sin dalle prime battute Lorenzo non sembra in grado di imporre il ritmo come al solito, ma le Aprilia si dimostrano nuovamente superiori alle rivali. Dopo poche tornate il sammarinese conquista la testa della gara imponendo un ritmo forsennato. Il distacco dagli inseguitori sembra sufficiente per amministrare la gara che potrebbe coronare il suo attuale sogno, se non fosse che il giapponese Takahashi compie degli ultimi giri straordinari con gomme ormai finite, riducendo drasticamente il suo distacco da Alex e fregandolo sul traguardo per soli 5 millesimi. Una vittoria praticamente conquistata, sfumata nell'ennesimo secondo posto.
- G.p. di Australia a Phillip Island: ultimi giri, Lorenzo è in testa, De Angelis lo tallona e sembra più veloce. All'uscita dall'ultima curva si incolla allo spagnolo, esce di scia ma per soli 9 millesimi gli sfugge ancora la vittoria.
- G.p. di Giappone a Motegi: questa è l'ultima occasione sprecata in ordine di tempo. Avrebbe dovuto per lo meno provarci all'ultimo giro, ma una "imbarcata" dopo poche curve gli fa perdere il contatto con il giapponese Aoyama che va a vincere davanti al pubblico di casa tagliando il traguardo con un distacco di ben 1"3 su Alex.
Prendo spunto dalla simpatica vignetta pubblicata su Moto Sprint in edicola oggi per chiedermi come sia possibile che un pilota con il suo potenziale (e in questo caso mi riferisco alla moto, non tanto al talento perché se così fosse non starei qui a discutere dei suoi secondi posti!) non riesca a conquistare quello che gli spetterebbe di diritto, la vittoria, e sia contento di arrivarci sempre vicino accontentandosi di vivere all'ombra di chi puntualmente lo batte. Dalle sue dichiarazioni si intuisce che lui pensa molto al campionato, alla classifica finale: "meglio terzo in classifica senza una vittoria, che quinto con due vittorie" è la sua filosofia, che pensandoci bene non è sbagliata e la storia del motociclismo può anche dargli ragione (Alzamora campione del mondo 125cc nel 1999 senza una vittoria), ma sono punti di vista.
Nell'era Rossi in cui i mondiali si conquistano schiacciando gli avversari a suon di vittorie, una carriera come quella di De Angelis a digiuno da sempre di trionfi diventa ridicola e gli è costata il soprannome di pilota "vincenzo"!!
PS: Qualcuno sa spiegarmi come sia possibile che un pilota "vincenzo" possa essere considerato tra le opzioni di secondo pilota in un top-team MotoGp come quello di Gresini?
Alex De Angelis, 22 anni, sammarinese... 111 gp all'attivo dal '99 ad oggi, un secondo posto nel mondiale 125cc del 2003 dietro Dani Pedrosa, un quinto e un settimo posto 250cc rispettivamente nel 2004 e 2005 e l'attuale terzo posto già matematicamente tagliato fuori dalla lotta anche per il secondo. La sua scheda parla di 22 podi ottenuti nelle classi cadette suddivisi in 11 terzi posti e 11 secondi posti: ancora nessuna vittoria. "Poco male - penserebbe qualcuno che non segue i gp - è solo questione di tempo", ma per gli assidui del motomondiale questa è una favola vecchia trasformatasi ormai nella barzelletta della 250.Quest'anno in particolare è stata l'apoteosi: su 14 gare finora disputate Alex ha chiuso in seconda posizione ben 7 volte, perdendo in almeno quattro occasioni la lotta per la vittoria all'ultimo giro. A inizio stagione il suo problema era la costanza, troppe gare buttate per inutili cadute, ma da gp d'Italia in poi ha messo la testa a posto: sempre nel gruppo di testa, sempre molto veloce, ma mai il salto di qualità, mai quel guizzo che gli avrebbe permesso di salire sul gradino più alto del podio e far tornare a suonare l'inno sammarinese, per la gioia della piccola Repubblica del Titano.
Ma andiamo con ordine:
- G.p. d'Italia al Mugello: ultimo giro, una curva e il rettilineo al traguardo, Alex è primo seguito da Lorenzo e Dovizioso. Alla Bucine imposta una traiettoria assurda, Jorge lo passa e Andrea rischia il contatto. Lo spagnolo trionfa sotto i fischi del deluso pubblico italiano e nell'intervista al parco chiuso Alex si dichiara soddisfatto per essere andato molto vicino alla vittoria.
“Mi è solo dispiaciuto che Lorenzo mi abbia beffato proprio verso la fine, ma se Dovizioso non si fosse infilato all’ultimo giro, avrei sicuramente vinto. ”Alex De Angelis
- G.p. di Germania al Sachsenring: sin dalle prime battute Lorenzo non sembra in grado di imporre il ritmo come al solito, ma le Aprilia si dimostrano nuovamente superiori alle rivali. Dopo poche tornate il sammarinese conquista la testa della gara imponendo un ritmo forsennato. Il distacco dagli inseguitori sembra sufficiente per amministrare la gara che potrebbe coronare il suo attuale sogno, se non fosse che il giapponese Takahashi compie degli ultimi giri straordinari con gomme ormai finite, riducendo drasticamente il suo distacco da Alex e fregandolo sul traguardo per soli 5 millesimi. Una vittoria praticamente conquistata, sfumata nell'ennesimo secondo posto.
“Visto che avevo un buon ritmo ho provato anche ad andare in fuga. Takahashi è stato bravissimo e mi ha seguito e alla fine è stato bravo, più di me e ha vinto.”Alex De Angelis
- G.p. di Australia a Phillip Island: ultimi giri, Lorenzo è in testa, De Angelis lo tallona e sembra più veloce. All'uscita dall'ultima curva si incolla allo spagnolo, esce di scia ma per soli 9 millesimi gli sfugge ancora la vittoria.
“È stata la vittoria più difficile della mia carriera, forse.”Jorge Lorenzo
- G.p. di Giappone a Motegi: questa è l'ultima occasione sprecata in ordine di tempo. Avrebbe dovuto per lo meno provarci all'ultimo giro, ma una "imbarcata" dopo poche curve gli fa perdere il contatto con il giapponese Aoyama che va a vincere davanti al pubblico di casa tagliando il traguardo con un distacco di ben 1"3 su Alex.
“Ci ho provato fino alla fine...”Alex De Angelis
Prendo spunto dalla simpatica vignetta pubblicata su Moto Sprint in edicola oggi per chiedermi come sia possibile che un pilota con il suo potenziale (e in questo caso mi riferisco alla moto, non tanto al talento perché se così fosse non starei qui a discutere dei suoi secondi posti!) non riesca a conquistare quello che gli spetterebbe di diritto, la vittoria, e sia contento di arrivarci sempre vicino accontentandosi di vivere all'ombra di chi puntualmente lo batte. Dalle sue dichiarazioni si intuisce che lui pensa molto al campionato, alla classifica finale: "meglio terzo in classifica senza una vittoria, che quinto con due vittorie" è la sua filosofia, che pensandoci bene non è sbagliata e la storia del motociclismo può anche dargli ragione (Alzamora campione del mondo 125cc nel 1999 senza una vittoria), ma sono punti di vista.Nell'era Rossi in cui i mondiali si conquistano schiacciando gli avversari a suon di vittorie, una carriera come quella di De Angelis a digiuno da sempre di trionfi diventa ridicola e gli è costata il soprannome di pilota "vincenzo"!!
PS: Qualcuno sa spiegarmi come sia possibile che un pilota "vincenzo" possa essere considerato tra le opzioni di secondo pilota in un top-team MotoGp come quello di Gresini?



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