Una vita a 300 km/h
Per l'appassionato medio di questi anni pilota di moto è uguale a Valentino Rossi e Valentino Rossi è uguale a mito, eroe, grande campione, ecc... In assoluto la descrizione corrisponde però i colleghi che gli arrivano dietro o quelli che corrono in altre categorie e campionati sono forse meno eroi di lui? Vivono a 300 km/h come il Dottore, inseguono lo stesso sogno, rischiano, cadono, si rialzano e ripartono più motivati che mai. C'è chi vince e chi arriva ultimo, c'è chi riesce a domare la moto e chi cade rovinosamente, chi festeggia sul podio e chi sbatte la porta del box dopo una gara andata male, ma sono tutti spinti dalla stessa forza, un amore smisurato per la velocità.
Coscienti dei rischi che essa comporta, tutti i weekend ci fanno divertire e si divertono a loro volta in pista combattendosi i tre gradini del podio con staccate oltre il limite, sorpassi azzardati e gomito a gomito sul rettilineo per tagliare il traguardo prima dell'avversario. Li vediamo scendere dalla moto neanche affaticati, col sorriso sulle labbra e pronti a risalirci non appena ci fosse l'occasione. Ma non sono invincibili, a volte stentano a rialzarsi e quando la ragione prende il sopravvento sulla follia (cit. Dottor Costa) la paura li assale... sanno emozionarsi e proprio questo loro emozionarsi li rende umani.
Sentire un ragazzo di 26 anni, la cui vita è correre su una moto a 300 km/h, parlare con la voce rotta dalla commozione del pauroso incidente che gli ha sfasciato la gamba destra, ti stinge il cuore: non è più quel "pilota invincibile" di cui solitamente decanti le gesta ma un ragazzo normale che ha avuto coraggio di avere paura e di ammettere le proprie debolezze ed è questo che ti fa amare ancora di più quello che lui e gli altri piloti fanno, indipendentemente dal risultato positivo o meno ottenuto sotto la bandiera a scacchi.
Coscienti dei rischi che essa comporta, tutti i weekend ci fanno divertire e si divertono a loro volta in pista combattendosi i tre gradini del podio con staccate oltre il limite, sorpassi azzardati e gomito a gomito sul rettilineo per tagliare il traguardo prima dell'avversario. Li vediamo scendere dalla moto neanche affaticati, col sorriso sulle labbra e pronti a risalirci non appena ci fosse l'occasione. Ma non sono invincibili, a volte stentano a rialzarsi e quando la ragione prende il sopravvento sulla follia (cit. Dottor Costa) la paura li assale... sanno emozionarsi e proprio questo loro emozionarsi li rende umani. Sentire un ragazzo di 26 anni, la cui vita è correre su una moto a 300 km/h, parlare con la voce rotta dalla commozione del pauroso incidente che gli ha sfasciato la gamba destra, ti stinge il cuore: non è più quel "pilota invincibile" di cui solitamente decanti le gesta ma un ragazzo normale che ha avuto coraggio di avere paura e di ammettere le proprie debolezze ed è questo che ti fa amare ancora di più quello che lui e gli altri piloti fanno, indipendentemente dal risultato positivo o meno ottenuto sotto la bandiera a scacchi.
"I push to come back soon."Max Neukirchner
TIENI DURO MAX, I TUOI FAN TI ASPETTANO IN PISTA
PRONTO A LOTTARE PER LA VITTORIA COME PRIMA!
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