10 maggio 2009

Le gare non si vincono alla prima curva

Lo sa bene Max Neukirchner che quella prima curva del gran premio di Monza la stava percorrendo per primo dopo una partenza da manuale dalla quarta casella in griglia. È questione di istanti: alla frenata Tamada sbanda e urta Roberts che per evitare lo strike si sacrifica deviando sull'erba; Hill, forse distratto dall'accaduto, tampona Muggeridge e ruzzola a terra trascinando con sè anche Corser che viene colpito alla schiena dalla moto dell'inglese, il tutto mentre la Ducati del team Guandalini scivola ad una velocità spaventosa sul prato prima di tornare in pista e colpire lo sfortunato Neukirchner in piega alla prima chicane...


È sempre lei, la maledettissima prima curva! Quante volte al pronti via di un gran premio vogliamo chiudere gli occhi per non vedere? Sempre, perché se di quelli che partono davanti ci fidiamo, dei più sfortunati, o meno capaci, delle ultime file per i quali una frenata qualche metro più in là significa recuperare posizioni e risparmiarsi la bagarre più tardi, no e ne abbiamo tutto il diritto!! Se poi la prima curva è la chicane di Monza allora meglio puntare alla SNAI su chi sarà l'autore dello strike di quest'anno! Se le conseguenze della disattenzione del soggetto in questione fossero solo dei serbatoi ammaccati e delle carene strisciate poco male, ma il solo bollettino medico di Max dopo l'incidente sembra un resoconto di guerra: frattura scomposta pluriframmentaria del terzo medio del femore destro + frattura del piede destro + lussazione dell'avampiede + doppia frattura del perone della gamba destra... e il tutto a causa di che cosa? Di una frenata ritardata oltre il limite per recuperare posizioni dopo una qualifica sbagliata, inseguendo sempre quel sogno: la vittoria!! Sì certo le gare in moto sono questo, ma vale davvero la pena rischiare così tanto mettendo in pericolo anche gli altri per quel sogno?

Sull'argomento:
Il video dell'incidente al via di gara 1
Le condizioni dei piloti coinvolti da www.clinicamobile.com
Foto e radiografie di Max prima e dopo l'operazione