È Spies mania
Si sente nell'aria uno strano movimento, un'agitazione di massa, un continuo parlarne spendendo elogi, attribuendosi meriti da talent scout ("io lo avevo detto" è la frase più frequente), in un infinito bla bla quasi insensato. È il fenomeno del momento in campo motociclistico, tale Ben Spies ventiquattrenne di Memphis, arrivato di ripiego in World Superbike dall'AMA dopo il "no" della MotoGP. Su di una moto nuova, la R1 del team Yamaha World Superbike, e su piste mai calcate prima, Phillip Island e Losail, in soli quindici giorni è riuscito a catalizzare tutte le attenzioni su di sè infilando due
Superpole e tre vittorie consecutive, stracciando avversari con anni di esperienza e giovani talenti dati per favoriti alla vigilia. A tutti è rimasto il dubbio sulla gara d'esordio, conclusa in sedicesima posizione a causa di un contatto nelle prime battute: "se non ci fosse stato il contatto...", "ma aveva un passo di gara insostenibile" ecc. Sembra che ogni volta vogliamo seguire il campionato su due dimensioni parallele in perfetto stile Sliding Doors: quella reale che di sicuro non ci piace, e quella ipotetica dei se e dei ma, dove siamo noi i registi della storia, ne decidiamo il finale che preferiamo e troviamo giustificazioni molto spesso fantasiose a weekend storti, manovre scorrette o errori assolutamente evitabili, illudendoci di avere ragione.Ben Spies insomma, giovane, veloce, serio, finora non ha sbagliato un colpo, ha stupito tutti in pista con i risultati e con quel suo originalissimo stile di guida, ribattezzato "stile a carriola" da Mauro Sanchini su La7 per via della postura delle
braccia sempre con i gomiti larghi. Vero fenomeno o fuoco di paglia è ancora da verificare, ma ora tutti ne parlano e tutti lo adorano: appassionati e no, competenti o inesperti, uomini e donne... ecco donne: vi prego, tenete a freno gli ormoni perché il ragazzo, sebbene di bell'aspetto, di mestiere ha deciso di fare il pilota, non il fotomodello! Quindi non cominciamo con gruppi, forum o interi siti dedicati solo all'espressione seria ma affascinante del povero Ben, ok?!



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