04 agosto 2009

Stuck in a moment


Sono passati 365 giorni e ancora lo stesso brivido, la stessa terribile sensazione di un anno fa. Riascoltare "Stuck In A Moment" degli U2, che casualmente passava e ripassava nell'iPod quella domenica sera della scorsa estate quando leggevo le prime e già disperate notizie sulle condizioni del povero Craig Jones dopo il pauroso incidente alla curva "Clark" nella gara del mondiale Supersport a Brands Hatch, è sempre uno strazio. Un anno e ancora si fatica ad accettare che possa essere davvero finita così, in un modo così assurdo, durante una gara bellissima destinata forse ad essere conquistata proprio da Jonesy che ancora inseguiva la sua prima vittoria e stava cercando di portarla a casa proprio davanti al suo pubblico.
Qualche giorno dopo quella maledetta domenica, nel tentativo di riordinare le idee per scrivere due righe e ricordarlo a modo mio, mi è capitato di passare dalla sua pagina personale in un famoso social network e di leggere come messaggio personale "Living The Dream": trattenere le lacrime non è stato facile, perdere la vita per un sogno sembra assurdo!! Possiamo avere forse la mezza certezza che se ne sia andato felice, facendo ciò che amava di più al mondo, guidare una moto, ma ciò non toglie quel velo di paradossalità che copre questa triste vicenda.
Non era molto conosciuto, io stessa lo seguivo da poco e mi piace ricordare la sua gentilezza nel posare per una stupida foto nonostante un braccio evidentemente dolorante a Monza, e quel suo buffo sorriso incrociato spesso nel paddock di Misano poco più di un mese prima dello sfortunato round inglese.
365 giorni e nessuno ha avuto il coraggio di dimenticarlo, anzi... credo di aver perso il conto di quanti #18 campeggino su tute, caschi e carene degli attuali protagonisti dei campionati mondiali!

Goodbye Craig, Rest In Peace