30 agosto 2008

No umbrella, no party!


Sorry but it is confirmed for the two girls.
TECH3 YAMAHA Communications

La fortuna gira, si sa ed è giusto che sia così. Questa volta mi è andata male e la colpa la dò al destino: le dediche e le promesse del pilota interessato non sono servite quindi se e quando riuscirò nell'impresa sarà per pura casualità! Adesso è una sfida e la devo vincere, costi quel che costi!
Nessuna tragedia, sia chiaro, in un modo o nell'altro la sorte mi ha sorriso lo stesso facendomi trovare al collo un fantastico e inaspettato pass Premium Track per la giornata di sabato a Misano passata per il 50% a bordo pista e per l'altro 50% tra i due truck del Team Yamaha Tech3 in attesa dei loro piloti, per completare l'opera con l'uno (Colin) e salutare l'altro (James). Nessun pedinamento, nessun urlo isterico ("Valeeeeee... Valeeeeee..."), niente spinte o litigi per arrivare in prima fila: tranquillità e missione compiuta con buona pace di quei santi ragazzi che ci hanno sopportate tutto il pomeriggio!

Sull'argomento:
La raccomandata, amica della PR che ha preso il mio posto (sono solo invidiosa, lo so... capitemi!)
101 scatti di un tranquillo pomeriggio nel paddock

26 agosto 2008

In bocca al lupo Manuel

MANUEL POGGIALI ANNUNCIA IL SUO RITIRO DALLE CORSE

Montecassiano (Macerata), martedì 26 agosto 2008

Il pilota sammarinese Manuel Poggiali, campione del mondo nella 125cc nel 2001 e iridato in 250cc nel 2003 ha deciso di chiudere definitivamente la sua carriera agonistica annunciando il suo ritiro dalle corse.

Manuel Poggiali: "Con il passare degli anni la vita richiede nuovi stimoli e propone nuovi traguardi. Ciò che ho fatto in questi anni come pilota è stato fantastico e mi ha divertito molto. Ora però è giunto il momento di nuove priorità la prima delle quali è senz'altro la nascita di mio figlio a Novembre. Di qui il desiderio di stare vicino alla mia famiglia e ai miei affetti, cosa che ho potuto fare solo parzialmente in questi anni. Ringrazio i miei familiari e, prima di tutto, mio babbo, senza il quale non avrei mai potuto ottenere nessuno dei traguardi che ho raggiunto. Un grazie anche a tutti gli sponsor che mi hanno seguito in questi anni ed in particolare alla famiglia Mularoni e lo sponsor Del Conca, gli amici, i tifosi, tutte le persone dei vari team coi quali ho corso e lo stato di San Marino. Non voglio abbandonare le corse, l'amore per questo ambiente mi fa pensare di rimanere con un ruolo diverso da quello di pilota".

Eros Braconi, Team Manager: “La decisione che ha preso Manuel e che ha maturato in questi mesi è coraggiosa e va rispettata. Se da un lato siamo dispiaciuti di perdere un campione come lui e col quale abbiamo avuto il piacere di lavorare in questi mesi, dall’altro comprendiamo le sue ragioni e non possiamo far altro che augurargli il meglio per la sua vita futura sia privata che professionale”.

A Manuel i ringraziamenti di tutto il team Campetella Racing, dei suoi sponsor e fan ed il più grande in bocca al lupo per le sfide future nonché per il prossimo ruolo di papà.
www.campetella.it


Era nell'aria ma chi l'avrebbe mai detto che l'annuncio sarebbe arrivato alla vigilia del gran premio di casa? Avrei scommesso su un comunicato stampa analogo all'indomani dell'ultima prova a Valencia e invece eccomi oggi con la valigia già pronta in partenza per Misano Adriatico a leggere l'apparentemente assurda notizia. Un ritiro dalle corse a 25 anni per un due volte campione del mondo sembra ridicolo per chi non conosce la storia sportiva e personale di Manuel. Io invece lo sapevo, l'avevo capito dalle sue dichiarazioni, dalle inspiegabili assenze al via, dalle cadute troppo frequenti. Eppure a Le Mans sembrava tornato quello di un tempo, capace di lottare per il podio con la grinta del vero campione. È finita, questa volta definitivamente e le motivazioni sono nobili e degne del rispetto di tutti, anche di quelli che non lo hanno mai amato.

È stato bello tifare Manuel in questi otto anni gioendo per le vittorie, arrabbiandosi per le sconfitte e sbattendo la testa sul muro alla ricerca di un perché. Grazie delle mille emozioni che hai suscitato in noi!
Un abbraccio e un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro sia sul fronte personale che su quello professionale.

04 agosto 2008

Ciao Craig


[...] Purtroppo Craig Jones non ce l'ha fatta. In questo caso non si può parlare di pericolosità del circuito, ma solo di pericolosità insita nelle corse di velocità, in cui le misure di sicurezza attiva e passiva, che già hanno fatto moltissimo a salvaguardia dell'incolumità dei piloti, non potranno comunque mai escludere incidenti come questo. A noi non resta che ricordare quel simpatico ragazzone inglese, sempre gentile e sorridente, che cercava la gloria in pista e che è stato fermato dalla sfortuna quando stava per raggiungerla.

Luigi Rivola su www.motonline.com

Dopo aver assistito in diretta al tragico incidente di Daijiro Kato al via della gara MotoGP di Suzuka nel 2003, ogni qual volta un pilota cade e resta immobile a terra per più di due secondi siamo portati a pensare al peggio. Nella maggior parte dei casi tutto finisce bene con qualche ammaccatura e un po' di convalescenza. I piloti cadono, si rialzano e ci riprovano più carichi di prima anche se non ancora al 100% della forma. Fortunatamente siamo abituati a questo e se pensiamo alla tragedia è solo per scongiurarla. Ma non questa volta... Personalmente ho avuto una bruttissima sensazione fin da subito quando, in una piccola finestra del mio pc, ho visto il corpo del povero Craig Jones rotolare come un fantoccio sull'asfalto dopo un banale highside seguito da uno spaventoso urto con la moto di Pitt. Quanto vorrei aver avuto il presentimento sbagliato!
Non ci sembra giusto che il motociclismo, che così tanto ci appassiona e ci emoziona, sia anche così pericoloso. Negli ultimi anni è stato fatto di tutto per rendere sicuri i tracciati ma quando interviene il destino o la sfortuna, chiamatela come vi pare, nessuna via di fuga della più moderna struttura può risolvere la situazione.
Non conoscevo molto Jones, ma dopo ripetuti podi in sella a una moto tutt'altro che ufficiale, cominciava a rivelarsi interessante da seguire. Ricordo di averlo immortalato quasi involontariamente in qualche foto con Toseland durante il beach party lo scorso anno a Misano e di averlo disturbato chiedendogli timidamente una foto a Monza quest'anno mentre chiacchierava con dei colleghi reggendosi un braccio gonfio e dolorante. Lo ricordo a Misano poco più di un mese fa, scambiarsi complimenti con l'amico Johnny Rea per l'ennesimo podio di entrambi durante la conferenza stampa e salutare con quella simpatia che il suo volto trasmetteva naturalmente. Prima di lasciare il paddock del Santamonica quella domenica sera, è stato forse l'ultimo pilota che mi ha sorriso concludendo in bellezza il mio weekend.
Stava vivendo il suo sogno e se n'è andato felice, facendo ciò che amava di più, purtroppo tradito dalla sorte proprio davanti al suo pubblico... Per via di un regolamento in questo caso perverso, resterà scritto che alla sua ultima gara, quella che gli è costata la vita proprio mentre stava cercando di vincere, è arrivato secondo. Assurdo!
Ciao Craig, buon viaggio a manetta spalancata.

Sull'argomento:
WSS a Brands Hatch: la classifica finale della gara
19/04/2003: Ciao Daijiro

Lo ricordano così:
Jonathan Rea su www.johnnyrea.com
I ragazzi della British SBK a Knockhill
James Toseland a Brno
Tommy Hill a Donington

03 agosto 2008

Il lato oscuro del motociclismo

Craig, facciamo tutti il tifo per te.

Tremenda caduta di Craig Jones a Brands Hatch

BRANDS HATCH, 03/08/08 – Il pilota inglese Craig Jones è stato vittima oggi di un gravissimo incidente a Brands Hatch. In lotta per la vittoria nella seconda parte di una gara condizionata dal maltempo, il pilota Honda ha perso il posteriore della sua moto alla Clark Curve. L’incidente è stato così violento che le bandiere rosse sono state sventolate immediatamente; la classifica finale – basata sul giro precedente – vede quindi la vittoria di Jonathan Rea, davanti a Jones ed Andrew Pitt.

Craig Jones, 23 anni, ha perso conoscenza nella sua caduta. Sembrerebbe che abbia ripreso i sensi mentre lo staff medico gli stava dando le prime cure a bordo pista, tuttavia è poi stato posto in un coma artificiale nel reparto neurologico del Royal London Hospital.

«Craig è stato curato a bordo pista dallo staff medico prima di essere portato al Royal London Hospital con l’ambulanza aerea,» ha spiegato il team manager della Parkalgar Honda, Simon Buckmaster. «E’ seriamente ferito alla testa ed i medici lo hanno posto in un coma artificiale affinché le sue condizioni si stabiliscano. Non ne sapremo di più prima di 24 o 48 ore – tutti i nostri pensieri sono con lui e con la sua famiglia.»

«Vorrei ringraziare lo staff medico per la loro attenzione come anche per i loro auguri ed i loro pensieri. Daremo maggiori informazioni sulle condizioni di Craig quando sarà possibile» ha aggiunto Simon Buckmaster.

Léna HÉMERY © Moto-Magazine.com