American disaster

Laguna Seca, atto III – La disfatta degli americani
Il mio pronostico lo avevo fatto un po’ di tempo fa indipendentemente dall’andamento del campionato: “A Laguna tris di americani sul podio, Hayden - Hopkins - Edwards in ordine sparso”. Dopo le prime due edizioni che hanno visto i piloti a stelle e strisce favoriti sugli europei c’era una buona probabilità che ciò si verificasse, anche se, considerando gli sviluppi della stagione, in corso d’opera avevo inserito tra i favoriti anche l’australiano Vermeulen, 4° nel 2006 e più volte a podio negli ultimi gp. Sì Chris e non Casey che ormai scommetterlo vincitore di ogni tappa sembra quasi banale! Ho voluto credere che anche quest’anno la trasferta statunitense sarebbe stata insolita, invece ho toppato di brutto la previsione: i soliti noti davanti e la disfatta dei piloti di casa. Alla prima curva, nella foga della rimonta, sono già fuori Hopkins e Hayden vittime di un incidente innescato dalla traiettoria sbagliata di uno dei due. Per entrambi ripetuti pit-stop ai box, un ritiro a un nove di giri dal termine per Nicky e un misero 15° posto per John. L’altro americano Colin Edwards (non considero volutamente Kurtis Roberts felicemente ritirato al 6° giro!) ha navigato per tre quarti di gara in sesta posizione salvo perdere cinque posizioni nelle ultime tornate in favore di piloti gommati Bridgestone e Dunlop per tagliare il traguardo undicesimo con gomme strapazzate. A fine gara il migliore dei piloti di casa risulta la wild-card Roger Lee Hayden, fratello minore del campione del mondo, decimo sulla terza Kawasaki.
Tre edizioni e tre gare caratterizzate da lunghi sbadigli, un po’ per l’orario e un po’ per la mancanza di quello che distingue la MotoGp dalla noisissima F1: i sorpassi!!
Stoner allunga in classifica, Vermeulen convince anche sull’asciutto e Melandri stupisce dopo l’infortunio. Gli americani piangono e i piloti Michelin si disperano... Buone vacanze ragazzi!!


