Daniel Pedrosa: il fenomeno, tre titoli mondiali di fila... Daniel Pedrosa: l'antipatico, mai un sorriso, mai una battuta neanche in caso di vittoria... Daniel Pedrosa: il robot, programmato per vincere, vincere, vincere...
Ma se il bambino di titanio si rompe torna umano, i suoi occhi e le sue espressioni trasmettono le emozioni che prova. Al G.p di Australia un anno fa come al G.p. di Malesia quest'anno è accaduto questo.

Nel 2005 sulla pista incantata di Phillip Island, dopo un digiuno di 3 gare, Dani è tornato a vincere conquistando matematicamente il secondo titolo mondiale in 250cc. Il pianto liberatorio durante il giro d'onore, lo sguardo e l'abbraccio con Alberto Puig al parco chiuso e la soddisfazione di aver smentito i maligni che dopo lo zero di Sepang avevano messo in discussione il suo primato, lo hanno trasformato.

Dodici mesi dopo, proprio sulla pista malese, teatro l'anno precedente dell'unico stop stagionale per lo spagnolo, una scivolata durante le prove libere del venerdì pomeriggio gli procura una ferita al ginocchio prontamente ricucita dai medici della clinica mobile. Fino all'ultimo è stata in discussione la sua partecipazione alla gara, nel warm up solo Cardoso ha girato più piano di lui e il miraggio del titolo mondiale in MotoGp sembrava svanire. Ma una buona dose di antidolorifici e la voglia del vero campione di non mollare mai e di racimolare qualche punticino utile forse alla fine del campionato gli hanno fatto stringere i denti e disputare una bellissima gara conclusasi con un inaspettato terzo posto, migliore anche del compagno di squadra Hayden al 100% della forma. Le immagini del parco chiuso e del podio parlano chiaro: c'è una smorfia di dolore sulla faccia di Pedrosa

e quel suo zoppicare ancora una volta lo riporta tra gli umani.
È in queste occasioni che colui che reputi l'Antipatico per eccellenza si trasforma nel "bambino" che dovrebbe essere e improvvisamente ti fa tenerezza.