01 giugno 2008

L'arte di reggere un ombrello

PREMESSA: vi capiterà di leggere di cose futili, di problemi inesistenti come capelli, trucco, unghie ecc. Non sono vanitosa solo che in occasioni come queste ciò che conta è solo ed esclusivamente l'immagine... quindi prendete le mie parole con assoluta ironia e fatevi due risate!

Premesso ciò, comincio il mio lungo reportage dall'unica cosa che è andata storta, quella maledettissima unghia finta, esperimento di un'amica neo-onicotecnica, che ha resistito a tutti gli urti per più di un mese e ha deciso di staccarsi indovinate quando? Esatto, il sabato sera quando io ero già in Toscana a 200 km da casa!! Indice della mano destra, ebbene sì, non c'è dito più in vista di quello, ma come si può notare benissimo sulla foto a fianco, l'escamotage per nascondere lo scempio l'ho trovato subito... pollice sopra l'indice et voilà, come nuovo!
Un'altra genialata che ho avuto sono stati i capelli lisci che hanno imposto la sveglia alle 5.45 per ripassare per bene la piastra su tutta la "parrucca"... di nuovo, prima di scoprire che al circuito, cito testuali parole, "c'è una nebbiolina che neanche si vede la pista!"... il sogno di ogni ragazza a cui la natura ha riservato capelli ricci quando decide di farli lisci!
Vi risparmio i particolari sulla strada che da Palazzuolo sul Senio, dove ho dormito, scende a Scarperia: 1.600 curve su e giù per i monti, alle 7 di mattina con un sonno allucinante e un'agitazione estrema. Fortuna che non guidavo io!
Alle 8 in punto, come d'accordo con l'addetta stampa del team, arrivo all'ingresso paddock del circuito, e comincio la mia prima avventura: cercare di mettermi in contatto con lei. Provo a chiamarla... primo tentativo: numero inesistente (impossibile mi aveva scritto degli sms il giorno prima); secondo tentativo: segreteria telefonica, lascio un messaggio... non richiama, boh... le invio un sms... niente! Lascio passare mezz'ora e riprovo... risponde in francese (che io non conosco), cerco di farmi capire in inglese e ci riesco... "I'm coming", feeew ce l'ho fatta! Dieci minuti dopo mi richiama "I'm at the paddock entrance, but you're not here" cosa??? Io ero fuori dal circuito mentre lei mi aspettava fuori dal cancello del paddock, ma fino a lì non potevo arrivarci senza il pass. Dopo un'ora di agonia in quel limbo che è la zona davanti alla biglietteria a forma di casco ci siamo capite e alle 9 sono riuscita ad entrare.
Giusto fuori dall'ormai famoso cancello del paddock ho incontrato madre, sorella e nonna di Manuel (Poggiali) che mi conoscono da qualche anno e stranamente sapevano che avrei fatto l'umbrella girl... Per scaramanzia lo avevo detto a pochissime persone e qualcuna ha evidentemente parlato troppo!!
Arrivata all'hospitality Tech 3 mi hanno fatta cambiare subito lasciandomi però libera di girare nel paddock a mio piacimento fino all'ora di pranzo (11.30 vista l'ora del gp). Nel frattempo era già arrivata la brutta notizia "Sarai con Colin". Il dispiacere è durato un istante perché sospettavo che sarebbe andata così, e sulla motivazione nessuna discussione: James aveva chiesto a una ragazza che lavora all'hospitality se gli faceva da ombrellina, lo ha deciso lui... Mi bastava solo riuscire a parlargli.
La divisa da hostess prevedeva shorts sopra il ginocchio, canotta, camicia del team e sandalo con tacco 12 assolutamente incompatibile con il mio zaino pieno zeppo di foto, magliette ecc. da far autografare. Non avevo scelta, lo ho abbandonato all'hospitality e ho portato con me solo l'ingombrante macchina fotografica: può non risultare professionale, ma lo dovevo fare, il paddock MotoGP non è sempre così alla portata!


to be continued...


Sull'argomento:
Vita da paddock, le foto
MotoGP Mugello: Paddock Girls (www.motoblog.it)